Distinguiamo due tipologie base di miopia:

1) Miopia congenita, già presente alla nascita.

2) Miopia acquisita, non presente alla nascita

In questi scritti parleremo esclusivamente della miopia acquisita.


MIOPIZZAZIONE

L'attuale società c'impone nuovi modelli di vita, completamente diversi da quelli di soli 10 o 15 anni fa. L'utilizzo degli occhi è notevolmente cambiato e sono richieste nuove e diverse abilità visive, per le quali i nostri occhi non sono completamente idonei.

L'alta scolarizzazione, sempre più richiesta dai nostri modelli sociali, le nuove tecnologie d'apprendimento, di comunicazione e le diverse condizioni lavorative, fanno sì che gli occhi ed il nostro apparato visivo siano sottoposti a nuovi e pressanti stress.

L'instaurarsi della miopia, serve a sopperire alle necessità di funzionalità e d'abilità visive sempre più specifiche richieste dall'impiego prossimale degli occhi.

La miopia è, quindi, un adattamento ed è il risultato di una riorganizzazione biologica dell'apparato visivo e di tutto l'organismo, ed è causata dalla necessità di possedere una condizione idonea per l'uso protratto nel tempo degli occhi da vicino.

L'occhio miope è il migliore che possa esserci per lavorare agevolmente da vicino.

La miopia si manifesta quando un soggetto è sottoposto a determinate condizioni ambientali. L'incidenza della miopia sulla popolazione dipende dal conseguente aumento dell'industrializzazione, scolarizzazione e dall'insieme di quelle situazioni che diventano agenti stressanti per l'organismo, come il lavoro prossimale-cognitivo.
Queste condizioni, aggravate oltremodo da esigenze d'apprendimento, sono la causa scatenante all'instaurarsi della miopia, ossia sono le condizioni ambientali appropriate perché l'adattamento al lavoro prossimale abbia effetto.
Gli agenti stressanti non sono soltanto l'impegno prossimale, ma l'insieme delle condizioni del lavoro, dell'ambiente e dell'immobilismo forzato innaturale.
L'organismo è funzionale a se stesso e possiede tutte le capacità per affrontare uno stress momentaneo, che proprio perché tale è passeggero e reversibile.
Prolungandosi più del dovuto e, per l'effetto di un'impossibilità a mantenere a lungo tale condizione, l'organismo in questa continua, prolungata ed insostenibile situazione dovrà instaurare un processo di modifica e d'adattamento che andrà ad alterare le funzioni dell'organismo stesso.
Persistendo in tale condizione, si andranno ad alterare anche le strutture degli organi. Questo perché, nella necessità di diminuire l'azione dell'agente stressante e non potendo diminuire tale azione, bisognerà dotarsi di un apparato più confortevole ed idoneo alla situazione.

La miopia è un fenomeno da interpretare, non necessariamente è un nostro nemico.

- La miopia è una risposta dell'organismo che si confronta con l'ambiente.
- La miopia è una delle più efficaci forme d'adattamento.
- La miopia permette una visione prossimale efficiente e confortevole.
- la miopia riduce la risposta accomodativa e la sovraconvergenza.
- La miopia è la soluzione al problema!

Una volta instaurata, riuscire a controllarne la progressione ci permette di sfruttarla a nostro favore.
In effetti, il problema non è diventare miope; il problema è diventare miope progressivo, quindi non stabilizzato e mantenere innescato il meccanismo adattivo che ha portato a tale condizione.

Per bloccare la miopia bisogna arrestare questo movimento d'adeguamento.

La miopia stabilizzata è una situazione d'equilibrio che l'organismo ha creato per ottenere migliori ed ottimali abilità da vicino.

Ripristinare un'acutezza visiva da lontano non deve assolutamente andare a discapito della raggiunta efficienza da vicino.

Una nuova prescrizione, con aumento di potere delle lenti, andrebbe inevitabilmente a variare la situazione acquisita e consolidata, rimettendo nuovamente in discussione l'equilibrio raggiunto, con la conseguenza di mantenere attivo il meccanismo adattivo.

Questo è quello che accade nei miopi che portano la correzione per il lontano a permanenza, e quindi anche da vicino; tutto ciò comporta un continuo riadattamento miopico, con inevitabile e periodica variazione in aumento di diottria.

Nel miope l'occhiale da lontano, prescritto e portato a permanenza, quindi utilizzato anche da vicino, è irresponsabile e dannoso!

Effettuare un'azione preventiva è sicuramente il sistema migliore per non combattere in seguito con il problema miopia. Ulteriori attese od interventi a miopia avvenuta possono rendere difficile od impossibile la stabilizzazione ed il recupero.

L'instaurarsi della miopia può essere suddiviso in tre stadi.

Primo stadio

Il soggetto agisce e si comporta come fosse miope, anche se non lo è ancora diventato.
All'esame della vista da lontano effettuato con i metodi tradizionali, il soggetto fornisce dei valori di buon'acutezza visiva (10/10) e, pertanto, è considerato senza problemi di vista.

Il soggetto presenta una serie di fastidi riconducibili ad una visione disagiata, dovuta ad atteggiamenti particolari, ma non è assolutamente strutturato e stabilizzato essendo all'inizio del problema.
Questa è la condizione ideale di trattamento, perché il problema visivo è all'inizio ed effettuare della prevenzione significa avere grosse possibilità di riuscita.

Secondo stadio

E' lo stadio intermedio, in cui si sono già verificati alcuni mutamenti in parte reversibili; ma qualcosa si è già strutturato.
In questo stadio, si può ancora intervenire con buone possibilità di riuscita, poiché la struttura non è ancora ben definita ed adattata.

Terzo stadio

L'adattamento alla nuova situazione è completato, il soggetto è già strutturato e la condizione miopica conclamata.

Il soggetto è, di fatto, diventato miope.

In questa condizione possono verificarsi altre due situazioni:

1 - la miopia si stabilizza. E' una situazione molto rara, anzi improbabile, finché rimangono attivi il meccanismo e le situazioni ambientali e sociali che hanno portato all'instaurarsi dell'adattamento miopico.

2 - la progressione miopica è attiva, senza stabilizzarsi, perché rimangono attive le cause scatenanti la miopia. In questo caso si può e si deve intervenire, anche se le possibilità di successo saranno inferiori rispetto a quelle relative al primo ed al secondo stadio.

L'agente, che condiziona l'adattamento ed il riadattamento, non possiede una valenza assoluta, infatti, ogni organismo reagisce e risponde diversamente: a parità di stimolo possono esserci risposte diverse.

Per questo motivo, alcune persone sviluppano una miopia ed altre no. Alcuni abbandonano l'impegno scolastico od il lavoro, altri proseguono con fatica ed enorme dispendio d'energia ed altri si adattano e, per essere più funzionali, diventano miopi.

Non esiste una netta demarcazione tra una situazione e l'altra, tutto dipende dalla conformazione fisica, psichica e mentale e dalla possibilità di adeguarsi ed adattarsi alla nuova situazione.

Chi possiede un apparato visivo adeguato e conformato in modo tale da poter controbattere lo stress causato dall'impegno scolastico riesce a studiare agevolmente e, avendo a disposizione grosse flessibilità operative, riesce ad essere un attento e buon lettore pur senza intraprendere la strada dell'adattamento miopico.


Dal momento in cui si notano dei comportamenti pre-miopici ed i tests confermano questa condizione, è opportuno che l'OPTOMETRISTA. proponga il trattamento preventivo come priorità.

Nel caso in cui la miopia si è già instaurata, diventa assolutamente necessario attuare tutte le tecniche disponibili per evitarne la progressione.

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Esiste la possibilità di rallentare e/o stabilizzare la progressione miopica.

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